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La ripresa del calcio amatoriale? Una commedia all'italiana

25/06/2020 - Abbiamo scelto di rimanere in silenzio per quattro mesi, rispettando le scelte del governo in un momento drammatico come quello vissuto dall’intero paese ma, dopo aver assistito all’ennesimo siparietto degno della migliore commedia all’italiana, riteniamo doverosa una presa di posizione su quanto sta accadendo.

Siamo fermi dal 21 Febbraio ed abbiamo scelto di bloccare tutti i nostri campionati e tornei di calcio amatoriale addirittura prima delle comunicazioni ufficiali del governo. Il nostro lavoro è questo, lo facciamo con passione ed orgoglio da 15 anni e riteniamo di essere diventati tra i più importanti player del settore con più di 150 squadre amatoriali che scelgono di partecipare ogni anno al nostro campionato.

Abbiamo rispettato tutte le decisioni del governo ma appare oggettivo e sotto gli occhi di tutti come, a partire dalle prime riaperture del 18 Maggio, lo sport definito di contatto sia stato individuato come il male assoluto da una classe politica che si è dimostrata impreparata nell’affrontare il tema della ripresa quantomeno nel nostro settore.

Dal 18 Maggio hanno riaperto bar, negozi, ristoranti e parrucchieri ed ognuno di noi ha vissuto e toccato con mano l’evoluzione ed il cambiamento generato dal Covid; abbiamo assistito alla riapertura delle palestre con l’utente che deve sanificare l’attrezzo usato in un luogo chiuso con l’aria condizionata in funzione che, fino ad un mese fa pareva essere un altro male assoluto ma che con l’arrivo del caldo si è invece trasformata come per magia in un elemento assolutamente privo di ogni pericolo.

Poi da inizio Giugno hanno potuto riaprire i centri massaggi orientali e thailandesi dove la clientela prettamente maschile ha potuto finalmente tornare ai preziosi e sapienti trattamenti di queste strutture dove non sono mancate intense opere di sanificazione e si è proseguito dal 15 Giugno con il via libera ai centri estivi per i bambini, ai teatri, alle sagre locali, ai cinema con regole e protocolli dedicati che, seppur riducendone il lavoro, quantomeno ne hanno reso possibile una ripresa.

Lo sport di contatto invece rimane fermo e ci rimane nel peggiore dei modi con siparietti, annunci, smentite imbarazzanti. In data 11 Giugno il ministro Spadafora ci annunciava che il 15 Giugno sarebbero arrivate novità che, a conti fatti, sono state le seguenti: indiscrezione fatta uscire sui giornali sulla riapertura degli sport di contatto dal 15 Giugno, smentita con tanto di bocciatura del ministro Speranza nello stesso giorno al momento della firma del DPCM.

Tutto rimandato al 25 Giugno ma anche qui ci siamo superati; ieri Spadafora ha dichiarato tramite Facebook di essere favorevole alla ripresa concludendo però che bisognava sentire Speranza. La domanda sorge spontanea: non potevano sentirsi prima ed evitare di far uscire nuovamente su tutti i quotidiani il via libera poi smentito?

C’ha pensato il Cts con un parere che contiene una serie di inesattezze che rappresentano al meglio la confusione del momento visto che si dichiara come manchi un interlocutore formale che possa assumersi la responsabilità dell’applicazione dei protocolli di sicurezza.

Apprendiamo pertanto come per il CTS il protocollo che la FIGC ha redatto il 17 Maggio con tutte le misure da dover attuare a titolo di precauzione sia carta straccia perché le società come la nostra non sono ritenute interlocutori formali.
Eppure richiediamo il certificato medico a tutti gli atleti, avremmo misurato la febbre prima di entrare in campo, ritirato moduli di autocertificazione Covid, ed avremmo poi attuato tutte le norme di prevenzione e di sanificazione supervisionando con scrupolosa attenzione. E invece no, non siamo ritenuti formali dal CTS che dimentica però come il fatto di essere affiliati al CONI tramite un ente di promozione non ci rende propriamente informali. Paghiamo le tasse ed operiamo nel settore rispettando tutte le leggi eppure non siamo degni di essere equiparati alle palestre che operano da un mese.

In serata il ministro Spadafora, sempre tramite Facebook ha finalmente rilasciato l’unica dichiarazione a nostra tutela dopo mesi di demonizzazione del calcio: “Sono riprese praticamente tutte le attività, i gruppi di amici si vedono e passano ore insieme, mangiando allo stesso tavolo, ma soprattutto abbiamo visto in ogni parte d’Italia persone giocare ad ogni tipo di sport nei parchi o sulle spiagge.
Riprendere le attività dei centri sportivi, con le garanzie assicurate dal documento delle Regioni su sanificazione e mantenimento dei dati per i giorni necessari, aumenterebbe - io credo - la sicurezza per tutti.
Non sono d’accordo con questo parere del cts, confermo il mio parere positivo e resto in attesa del parere del ministro Speranza”

Ebbene sì ora anche il ministro Spadafora si è reso conto che tutti hanno ripreso le attività e che nei parchi si gioca da settimane con la polizia che vede ma non multa. Provate ad andare questo week end in un parco a vostra scelta e diteci se non troverete una singola partita di calcio improvvisata; sarà meglio tollerare il calcio improvvisato nei parchi oppure affidarsi a strutture accreditate e serie come la nostra e molte altre presenti sul territorio al fine di attuare i protocolli di prevenzione e sicurezza?

Risulta surreale il fatto che nessuno comprenda come nei centri sportivi siano stati effettuati investimenti per il rifacimento dei campi con relativi mutui da dover pagare a fine mese alle banche, con molti lavoratori che hanno questa come unica attività e che, andando avanti con queste misure, saranno costretti inevitabilmente a chiudere definitivamente.

E’ triste come si sia perso il valore dello sport come elemento di aggregazione sano e utile alla salute con scelte che invece hanno tutelato ad esempio i locali che servono alcool con il vicino di tavolo che può rimanere senza mascherina in un luogo chiuso. Provate a gustarvi le stories su instagram di moltissimi locali alla moda di Milano e diteci se vedete applicate le misure di prevenzione e distanziamento. Lì vale tutto ma lo sport con interlocutori seri che operano da 15 anni come noi invece no.

Ognuno è libero di valutare la curva epidemiologica seguendo il parere dell’esperto che ritiene più credibile, l’evidenza dei fatti sull’attuale situazione in Italia è sotto gli occhi di tutti e parlano chiaramente i numeri e le analisi scientifiche. Rimanere chiusi è inaccettabile e distruggerà l’intero settore per perdite che sarà difficile quantificare, nel frattempo ci vediamo sabato al parco per la consueta partitella di due ore.
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